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FESTIVAL DELLE VALLI DEL NATISONE

22 luglio - 29 luglio

Anima e cori

Sabato 22 luglio 

ore 18.30 IESIZZA / JEŠIČJE (San Leonardo / Svet Lienart

Omaggio alla grande burattineria italiana

regia Antonio Murru e Donatella Pau drammaturgia Cristiano Bandini e Antonio Murru con Antonio Murru
costumi Anna Sedda
burattini Donatella Pau
scenogra e Stefano Dallari e Antonio Murru tecnico audio e luci Domenico Ferrari

Anima e cuore sono gli ingredienti che un burattinaio deve trasferire nel corpo del burattino perché possa veri carsi il prodigio in cui un oggetto inanimato prende vita. Svelandosi sul palco in un susseguirsi di personaggi, stili, tecniche e climi poetici diversi, Tonino Murru mostra i trucchi dell’animazione e spiega le scene tipiche dell’azione burattinesca, riproducendole dentro e fuori la baracca, con Areste Paganòs, l’originale maschera sarda inventata dalla compagnia, nel ruolo di presentatore e spalla. Nel trentennale della compagnia, una panoramica sul lavoro di Is Mascareddas diventa il pretesto per raccontare la storia del teatro dei burattini.

 

 

ore 21.00 CICIGOLIS / ŠČIGLA (Pulfero / Podbuniesac)

Coro Nediški Puobi – Tornerò tra le mie valli

Attingendo al suo vasto repertorio trilingue (sloveno, italiano, friulano), il coro Nediški Puobi, formatosi spontaneamente a Cicigolis più di trent’anni fa, introdurrà la serata e si unirà agli artisti ospiti, prima del concerto, nell’esecuzione di alcuni canti di guerra.

Giovanni Dell’Olivo e Il collettivo di Lagunaria

Cantare il fronte

La musica popolare nella Grande guerra tra i due fronti

Giovanni Dell’Olivo chitarra e voce Serena Catullo voce
Stefano Ottogalli chitarra
Alvise Seggi contrabbasso

Walter Lucherini sarmonica e con la partecipazione di

Maria Bergamo voce

Il canzoniere della Grande guerra rappresenta un patrimonio vastissimo di straordinaria importanza culturale e antropologica. La moderna etnomusicologia ne ha rivalutato anche l’importanza musicale, se si considera che i nostri cori di montagna,
i principali (sicuramente i migliori) interpreti di questo repertorio, stanno nalmente per essere riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Il canto di guerra, che è quasi sempre il canto dei coscritti, parte necessariamente dal basso. È dunque musica popolare per antonomasia e ci racconta con un linguaggio povero ma profondamente espressivo l’esperienza dell’orrore che una generazione ha sopportato con una forza di spirito e una dignità che oggi appaiono sovraumane. In questi canti percepiamo la provenienza umile e contadina degli autori, spesso anonimi, percepiamo la paura che deriva dallo sradicamento brutale, dalla perdita dell’individualità, dall’essere ridotti a numero.

Giovanni Dell’Olivo e il Collettivo di Lagunaria propongono un viaggio musicale sui due fronti della Grande guerra, il fronte italiano e quello dei nostri allora nemici trentini e istro-veneti, gli “austriacanti” come si diceva allora in termini spregiativi, gente che ha subito più di tutti: disprezzati prima della guerra dagli austriaci come membri di serie B dell’Impero, disprezzati poi dagli italiani a guerra nita. Le canzoni sono restituite in forma scarni cata, liberate dalle sovrastrutture armoniche dei cori alpini, cui pure fanno rispettoso riferimento, e adattate agli strumenti del repertorio popolare (chitarra, sarmonica, basso).

Dettagli

Inizio:
22 luglio
End:
29 luglio
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