Itinerari proposti - Nediske Doline

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Itinerari proposti

Per le scuole


Le Valli in cattedra
Proposte per le scuole e non solo

Carissimi insegnanti e studenti,

la Pro Loco "Nediške Doline - Valli del Natisone" vi spalanca le porte dell'aula-laboratorio più grande che abbiate mai visto.

Siamo nella Slavia Friulana in Friuli ed esattamente in Benecjia che in sloveno vuol dire terra dei veneti abitata da popolazione di origine slava che mantiene a tutt’oggi la tradizione,  la lingua e la cultura slovena.

175 chilometri quadrati di montagne solcate e scavate da fiumi e torrenti, ricche di boschi e di prati, abitate da animali selvatici e da mitiche creature dei boschi.
Punteggiate da 175 paesi (ben uno ogni chilometro quadrato), capaci di raccontare storie che spaziano dalla preistoria a tutto il novecento quindi la Prima e  Seconda Guerra Mondiale la Guerra Fredda con il “Confine Orientale” la cosiddetta “Cortina di Ferro” dove vigeva il divieto di immagine sino agli anni novanta.


La Pro Loco "Nediške Doline - Valli del Natisone propone alle scuole (ma anche a gruppi di adulti interessati) una serie di uscite didattiche per fornire ai bambini/ragazzi un momento di arricchimento culturale stimolante e estremamente utile al loro percorso formativo. L'uscita didattica rappresenta infatti un'esperienza formativa che favorisce l'apprendimento attivo e la socializzazione.

A seconda dell'età degli alunni verranno organizzati dei percorsi che, oltre a favorire la conoscenza del valore ambientale e culturale delle Valli del Natisone, illustreranno gli argomenti dei programmi didattici in fase di studio.

Di seguito vengono illustrate alcune proposte di uscita e, se ancora non vi basta...rivolgetevi con fiducia al personale della Pro Loco "Nediške Doline - Valli del Natisone".
Elaboreremo con voi una soluzione su misura.


Scegli il tuo itinerario:

Il monte Kolovrat racconta la Grande Guerra
Da Passo Solarie -  Comune di Drenchia -  percorrendo la “bellissima strada del Kolovrat” come la definì M. Silvestri nel suo libro Isonzo 1917, si raggiunge in salita il monte Klabuk (quota 1114) dove si può ammirare lo straordinario panorama sulla Valle dell’Isonzo e il  fronte dell’intera seconda armata di 800 mila uomini, comandata dal Generale L. Cappello.
Durante il percorso i partecipanti verranno introdotti ad un affascinante incontro con la natura e con la storia della Prima Guerra Mondiale . Imboccando  camminamenti,  gallerie,  trincee,  della grande guerra, ai  partecipanti verranno raccontati,  alla luce delle recenti riletture storiche, i tragici avvenimenti conosciuti come la "disfatta di Caporetto".

Le chiesette votive

Le 44 chiesette votive delle Valli del Natisone sono definite in letteratura come  “Le sentinelle delle Valli” di “vedetta sulle principali cime”, “inaccessibili”,  avvolte da una  dura solitudine, non cercata, non voluta,  quasi testimoni di un luogo di una storia che  non serve più, ambienti luoghi ormai a noi indifferenti.
Sorsero  nel Sec XIII e XIV e presentavano una costruzione primitiva di tipologia romanica con presbiteri semicircolari. Dopo il terremoto del 1348 che richiese una ricostruzione delle Chiesette,  qui nelle valli si affermò lo stile proveniente dalle vicina Slovenia e conosciuto come il “Gotico  Fiorito” di cui uno dei principali artefici di questa scuola fu  Peter Parler (Praga 1330 architetto tedesco noto per la costruzione della Cattedrale di San Vito e del Ponte Carlo   a Praga). Il modello praghese penetrò attraverso la Stiria per giungere nella Slovenia centrale e specificatamente  a Škofja Loka dove vi fu un proprio centro di diffusione della tecnica praghese di cui il più conosciuto dei maestri murari fu Andrea da Skofia Loka che operò nelle Valli del Natisone negli anni tra il 1470 e il 1475. In alcune Chiesette si possono ancora ammirare affreschi del  Sec XVI di Scuola Slovena di Jernei da Skofia Loka e altari lignei  dorati sempre Scuola Slovena del Sec XVI detti  Slati Oltar di Jernei Vrtav e  Luka Šarf  e precisamente della scuola di Caporetto.


La Grotta di San Giovanni d’Antro
ANTRO IL “FORTILIZIO DE SCHIAVI” (G. Sturolo)
Il Complesso denominato Grotta di San Giovanni d’Antro - Frazione Antro Comune di Pulfero - è un sistema di cavità naturali che nella sua parte iniziale è parzialmente occupato da opere murarie.
Antropizzazione rilevabile sia quindi dalla presenza di strutture murarie che dal ritrovamento di ceramiche e metalli ossa e denti di animali come i ritrovamenti faunistici del periodo glaciale presenti nella Grotta di Antro sono dati da resti di " Ursus speleus " che determinano cronologicamente il periodo in cui questa grotta  è stata usata.
Le opere murarie sono rappresentate da una Capella alla Sacrata  Vergine Antiqua del VII e VIII sec, una Chiesetta Votiva in Stile “Gotico Fiorito” del XIII XIV secolo riferito al  modello Praghese, un altare ligneo di Scuola Slovena del XVI sec.  
Questi fabbricati sono la memoria storica dell’uso da parte dell’uomo di questo Antro sia come fortilizio sia come luogo di culto.
Il fortilizio di Antro VII sec. faceva parte d'una serie di fortificazioni che, segnando i confini della Decima Regio, sulla quale dopo la conquista, Augusto riconobbe ad Aquileia la supremazia e che era formata dalla Venetia et Histria , Antro si trovava in una parte dei confini orientali di tale regione e faceva parte del sistema di questo sistema difensivo . (Imperatore da Augusto nel 7 d.C)., Questa dunque la ragione per cui i Romani trasformarono Antro da villaggio preistorico in opera di difesa, facente parte del loro sistema.

Topolò e la sua Stazione: Stazione di Topolò/Postaja Topolove  Comune di Grimacco
Il Guardian  che qualche mese fa aveva riservato un ampio servizio alle ricchezze delle vallate del Natisone , il periodico tedesco Geo Saison,  la tv giapponese: in breve Topolò sotto i loro riflettori. Paese all’estremo margine del Friuli, a ridosso della fascia confinaria con la Slovenia. Località  così remota da essere catalogata  geograficamente  come “l’ultima” delle Valli; paese che oggi si vede inserito in una speciale “top ten” stilata da Geo Saison, appunto, e figura così tra i dieci borghi più belli d’Italia.
Topolò teatro ogni prima quindicina di luglio della celebre manifestazione "Postaja Topolove", animata da artisti di tutto il mondo con l’ aeroporto per soli arrivi, l’ufficio postale per gli Stati di coscienza, le  ambasciate, l'Officina Globale della Salute, la Juliova Hiša - la casa degli artisti -  la sala d’aspetto per le veglie di poeti e narratori, la biblioteca che colleziona solo i libri del cuore, la Stazione con i suoi orari. Può provocare sconcerto il recarsi in un luogo con un nome tanto particolare, il cui significato è “pioppeta” (in  sloveno Topolove) e dove gli alberi ci sono tutti, escluso proprio il pioppo.
La visita proseguirà lungo il "sentiero degli Artisti " con numerose installazioni di arte contemporanea prodotte negli anni dalla Stazione Topolò fino a passo Brieza, sentiero off-limits, della guerra fredda.



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